Bitcoin vs. Ethereum: confronto tra le più grandi criptovalute al mondo

Sophia Cosby

Da Sophia Cosby

comparazione tra bitcoin e ethereum

È uno scontro tra titani: Bitcoin ed Ethereum sono le due criptovalute più popolari al mondo, che ogni giorno ispirano fan sfegatati e la creazione di innumerevoli meme. Ma le differenze tra i due giganti non sono poche, e spesso portano gli investitori a chiedersi quale sia meglio per il proprio portafoglio cripto. Per rispondere a questa domanda, diamo un'occhiata più da vicino alle storie, alle prestazioni passate e alle caratteristiche uniche di BTC ed ETH.

Anche se stai muovendo i primi passi nel campo delle criptovalute, è molto probabile che tu abbia già sentito parlare di Bitcoin o Ethereum. Sono le due cripto più famose al mondo per brand awareness e volume degli scambi, oltre ad essere le valute scelte dalla maggior parte degli investitori principianti quando ci si tuffa per la prima volta nel criptoverso.

Sia Bitcoin che Ether (la valuta nativa di Ethereum) sono valute digitali decentralizzate che vengono acquistate e vendute online tramite piattaforme exchange e archiviate in wallet cripto. Sebbene entrambe facciano affidamento sulla tecnologia blockchain, i loro algoritmi sono leggermente diversi e, a partire dal 2022, lo sono anche i loro sistemi contabili.

Per capire meglio cosa rende BTC ed ETH così popolari, diamo un'occhiata più da vicino a entrambi i progetti.


Parliamo di Bitcoin (BTC)

Bitcoin (BTC) è una delle criptovalute originali e attualmente è la valuta digitale più popolare al mondo. Un composto della parola bit (in informatica, l'unità di informazione più elementare) e di moneta, è stato sviluppato per creare un sistema di pagamento decentralizzato. Ciò significa che la valuta Bitcoin non è di proprietà o controllata da un'autorità centrale, come una banca o un governo. Al contrario, Bitcoin viene archiviato e scambiato online in modo sicuro tramite un registro digitale crittografato, noto come blockchain. Tutte le transazioni Bitcoin sono verificate e registrate sulla rete blockchain.


Le transazioni in Bitcoin vengono elaborate peer-to-peer, ossia senza la necessità che una terza parte, come una banca, debba convalidare la transazione. Come molte altre criptovalute, Bitcoin si basa sul principio della "Proof-of-Work" (PoW) per generare nuovi Bitcoin ed elaborare transazioni. Fondamentalmente, con la PoW, i computer devono dimostrare di aver speso potenza di calcolo per raggiungere un accordo comune sulla rete peer decentralizzata, sulla validità della transazione. Sebbene richieda molte risorse, il meccanismo Proof-of-Work rende estremamente difficile apportare modifiche alla blockchain.

Il Bitcoin può essere suddiviso in unità di valuta più piccole, chiamate Satoshi. La fornitura di Bitcoin è limitata a 21 milioni di BTC. A gennaio 2022, l'attuale offerta in circolazione è di 18,9 milioni di BTC.



Bitcoin: le origini

Nel 2008, una persona o un gruppo noto con lo pseudonimo Satoshi Nakamoto - la cui vera identità è ancora sconosciuta - concepì l'idea di una valuta digitale decentralizzata e pubblicò un white paper intitolato "Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System." Il 3 gennaio 2009, Nakamoto ha iniziato a estrarre (cosi si chiama il processo di emissione di nuove monete) il primo blocco della blockchain di Bitcoin, che ora è noto come il blocco genesi. Pochi giorni dopo, il 9 gennaio 2009, sono entrati in circolazione i primi Bitcoin, con la prima transazione in Bitcoin completata il 12 gennaio.


Storia del prezzo e delle performance di Bitcoin

A differenza delle valute fiat, come l'Euro o il Dollaro USA, il valore del Bitcoin non è definito da una singola entità. Il valore di BTC dipende fortemente dall'offerta e dalla domanda del mercato, nonché dall'attuale domanda di criptovalute concorrenti. Le notizie del settore possono avere e hanno avuto un impatto sulle prestazioni passate, così come i periodi di recessione economica e i principali eventi globali, come la pandemia di Covid-19 e la guerra in Ucraina.

Fonte: valori medi annui calcolati con dati provenienti da coinmarketcap.com.

Sebbene abbia subito molti alti e bassi significativi nel corso della sua esistenza e sia ancora considerato un asset volatile, il prezzo di Bitcoin è cresciuto in modo significativo da quando è stato lanciato per la prima volta nel 2009. Nel 2011, il prezzo di un Bitcoin si aggirava intorno a circa € 0,29, raggiungendo circa € 5,13 quello stesso anno. Il decollo si è avuto nel 2013, quando il prezzo da circa €12,95 è salito a circa €749,99 entro il 1 gennaio 2014. Il 2017 e il 2018 sono stati anni turbolenti per Bitcoin, con la cripto che ha raggiunto il suo primo massimo storico di circa 19,269€ il 17 dicembre 2017, prima di scendere dell'81% entro l'inizio del 2019. Attualmente, Bitcoin ha un massimo giornaliero medio di 19.945,70€. Ad oggi, il massimo storico di BTC è stato raggiunto il 10 novembre 2021, a circa 66.233,02€.


Cosa rende Bitcoin speciale?

Questa potrebbe essere la domanda da un milione di dollari - o un milione di Bitcoin - soprattutto per i neofiti delle criptovalute. Qual è l’aspetto di Bitcoin che ispira legioni di fan fedeli, innumerevoli notizie e sponsorizzazioni di celebrità di alto profilo, per non parlare di uno sterminato catalogo di meme?

Essere la prima e quindi la più antica criptovaluta sicuramente aiuta. A differenza delle criptovalute più recenti, Bitcoin ha avuto il tempo di "dimostrare qualcosa", ottenendo così un'ampia accettazione. I primi adopters si vantano di essere stati lì fin dall'inizio, il che spiega la loro lealtà alla valuta. E come accennato, il fatto che celebrità come Elon Musk investano e parlino pubblicamente della cripto, le conferisce ancora più credibilità. Tutti questi fattori contribuiscono all'evoluzione di Bitcoin da più di una semplice valuta digitale, a diventare una sorta di stile di vita.


Coin vs. token

Prima di buttarci su Ethereum, diamo un'occhiata alla differenza tra coin e token, perché, come vedremo, è un aspetto chiave.

Le criptovalute come Bitcoin, Ethereum e Ripple sono definite coin perché sono costruite sulla loro stessa blockchain. La maggior parte delle criptovalute più popolari sono, infatti, coin.

Al contrario, un token è una criptovaluta che non ha una propria blockchain, ma è costruita su una blockchain esistente. Esempi di token sono le applicazioni decentralizzate (DApp) che sono costruite sulla rete Ethereum. Queste DApp possono avere il proprio token - denominato token ERC20 (token basati su Ethereum) - come per esempio Aave e Chainlink.


Parliamo di Ethereum

Ethereum è la seconda criptovaluta più popolare al mondo dopo Bitcoin, in termini di capitalizzazione di mercato. La valuta nativa di Ethereum si chiama Ether. Come Bitcoin, Ether è una valuta open source che non è controllata da alcuna autorità centrale. Ether può essere acquistato e venduto online in modo sicuro tramite exchange e può essere archiviato in un wallet cripto.


Ciò che distingue Ethereum da Bitcoin è che funziona anche come una piattaforma informatica decentralizzata e sicura, in grado di eseguire una serie di applicazioni, servizi, giochi e database decentralizzati. Ciò è consentito attraverso contratti intelligenti, una tipologia di protocollo informatico che esiste per offrire un modo sicuro e affidabile per condurre contrattazioni tra estranei su Internet. I contratti intelligenti supportano l'obiettivo di Ethereum di andare oltre i pagamenti peer-to-peer, creando una rete che permetta a sviluppatori e aziende di sviluppare programmi. Mentre l'obiettivo principale di Bitcoin è essere una valuta digitale, Ethereum vuole essere una piattaforma per lo sviluppo di applicazioni.



Storia e futuro di Ethereum

Ethereum è stato ideato da Vitalik Buterin, programmatore e co-fondatore di Bitcoin Magazine, e lanciato da Buterin e pochi altri nel 2015. La visione di Buterin era quella di creare una nuova piattaforma per applicazioni decentralizzate, dopo aver suggerito l'implementazione di un linguaggio di scripting in Bitcoin. Ha delineato i concetti fondamentali di Ethereum in un white paper intitolato "Un contratto intelligente di nuova generazione e una piattaforma applicativa decentralizzata".

Ethereum è attualmente in fase di aggiornamento a Ethereum 2.0, un aggiornamento che ha lo scopo di aumentare la velocità e il numero di transazioni, distribuendo il carico di lavoro su più blockchain che hanno in comune una blockchain proof-of-stake. Ethereum è attualmente nella seconda fase del processo di aggiornamento, il cui completamento è previsto nel 2023.


Storia del prezzo e delle performance di Ethereum 

Come con Bitcoin e qualsiasi altra criptovaluta, il prezzo di Ethereum dipende dalla domanda e dall'offerta, e quindi tende a fluttuare in risposta agli eventi che si verificano nel mercato. Nel 2015, il prezzo di un Ether era in media di circa 0,88 €, in costante aumento fino a raggiungere il suo primo massimo storico di 1.039,27 € a gennaio 2018. Dopo essere diminuito e aver oscillato tra 146 e 195 € per un anno e mezzo, Ethereum è salito alle stelle nel 2020, crescendo rapidamente fino a raggiungere il suo massimo storico di 4.310,99 € a novembre 2021. Attualmente, Ethereum registra un massimo giornaliero di circa 1.125,01 € e un minimo giornaliero di circa 1.011,62 €.


Fonte: valori medi annui calcolati con dati provenienti da coinmarketcap.com.

Cosa rende Ethereum speciale?

Poiché Ethereum è la seconda criptovaluta più grande dopo Bitcoin, queste due criptovalute sono spesso contrapposte l'una all'altra, come rivali. Tuttavia, ciò che differenzia Ethereum da Bitcoin è che il primo offre più di un caso d'uso.

Sebbene sia BTC che ETH siano valute digitali, ETH non si sforza di essere un'alternativa alle valute tradizionali ed esiste invece per monetizzare la piattaforma Ethereum e mantenerla in funzione. Alcuni degli altri casi d'uso di Ethereum includono l'hosting di un exchange decentralizzato per token basati su Ethereum, la fornitura di un ecosistema di identità decentralizzato e la semplificazione delle transazioni immobiliari. Ci sono circa 1.000 applicazioni già in esecuzione su Ethereum.


L’impatto ambientale di Bitcoin e Ethereum

La verità è che il processo di creazione di Bitcoin richiede un'enorme quantità di energia, una quantità che supera il consumo energetico di molti paesi, tra cui Belgio e Finlandia. Questo perché i computer necessari a risolvere i problemi matematici per il mining consumano molta potenza di calcolo. Ogni anno vengono prodotti 36 kilotoni di rifiuti elettronici come risultato dell'estrazione di Bitcoin. Anche le transazioni in Bitcoin sono ad alta intensità energetica: si stima che la convalida di ogni transazione Proof-of-Work in Bitcoin utilizzi la stessa quantità di energia che una famiglia americana media consuma in 50 giorni - circa 1455,8 kilowattora di elettricità.

Sebbene Ethereum stia passando al Proof-of-Stake per il suo sistema di convalida, che consuma molta meno energia rispetto al Proof-of-Work, al momento consuma ancora tanta elettricità per il mining, circa quanto l'intera Svizzera. Ogni transazione in Ethereum utilizza la stessa quantità di energia di una famiglia americana media in 5,51 giorni, circa 163 kilowattora di elettricità.



Bitcoin o Ethereum: quale scegliere?

Dipende da te! Bitcoin ed Ethereum sono solo due delle innumerevoli criptovalute disponibili. Ricorda di fare le dovute ricerche e di riflettere sui tuoi obiettivi di investimento personali prima di effettuare qualsiasi investimento.


Come investire in Bitcoin ed Ethereum?

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Disclaimer

Questo articolo non costituisce un consiglio di investimento, né un'offerta o un invito all'acquisto di risorse digitali. I valori medi annuali di Bitcoin ed Ethereum sono stati calcolati con i dati provenienti da coinmarketcap.com. Questo articolo è solo a scopo informativo generale - non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia, espressa o implicita, e non si deve fare affidamento sull'equità, accuratezza, completezza o correttezza di questo articolo o opinioni in esso contenute. Investire comporta dei rischi. Assicurati di condurre le dovute ricerche prima di fare qualsiasi investimento. La performance passata non è indicativa di risultati futuri.

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